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I Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)

Cosa sono i DSA?

I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) sono delle difficoltà di apprendimento che compaiono nell’età evolutiva.

Questi disturbi sono scientificamente denominati dislessia (la difficoltà nella lettura), disortografia e disgrafia (le difficoltà nella scrittura) e discalculia (la difficoltà nel calcolo matematico).

Si può parlare di Disturbi specifici dell’apprendimento se il livello delle competenze di lettura, scrittura e calcolo risulta di almeno due deviazioni standard inferiore ai risultati medi prevedibili, oppure l’età di lettura o di scrittura o di calcolo è inferiore di almeno due anni in rapporto all’età del soggetto o all’età mentale, nonostante una adeguata scolarizzazione.

Una diagnosi di dislessia e disortografia non può essere formulata prima della fine della seconda elementare. Tuttavia, già in prima elementare, possono essere rilevati, come indicatori di rischio, segni importanti di discrepanza tra le competenze cognitive generali e l’apprendimento della lettura e scrittura.

La letteratura scientifica individua in Italia un valore medio dei disturbi specifici dell’apprendimento attorno al 2,5-3,5% della popolazione in età scolare.

Lo psicologo, specializzato sui test dei DSA, può diagnosticare questi disturbi con la sommistrazione al bambino di test standardizzati di lettura, scrittura e calcolo.

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La dislessia

Per lo psicologo, i parametri per la diagnosi di dislessia, sono il tempo di lettura di brani, parole o sillabe, e il numero di errori di lettura e scrittura, che si discostino, come già sopra evidenziato, per difetto di almeno due deviazioni standard dalle prestazioni dei lettori della stessa età o risultino di due anni inferiori rispetto all’età cronologica. La comprensione del testo, invece, non concorre alla formulazione della diagnosi di dislessia, anche se fornisce informazioni utili sull’efficienza del lettore.

La disortografia e la disgrafia

Per la diagnosi di disortografia, la regola è una quantità di errori ortografici che diffettino in misura uguale o superiore alle due deviazioni standard rispetto ai risultati medi dei bambini che frequentano la stessa classe scolare. Mentre per quanto concerne la disgrafia, lo piscologo in questo caso è più propenso a parlare di conseguenza di disturbi di esecuzione motoria di ordine disprassico, cioè di difficoltà a compiere gesti coordinati.

La discalculia

La diagnosi di discalculia da parte dello psicologo non può essere formulata prima della terza classe elementare, anche se già nel primo ciclo elementare possono essere rilevate discrepanze fra le capacità cognitive globali e l’apprendimento del calcolo numerico: la valutazione si riferisce alla correttezza e soprattutto alla rapidità di calcolo mentale. Nella discalculia sono individuati diversi tipi di disabilità che riguardano la processazione dei numeri, cioè il riconoscimento dei simboli numerici e la capacità di riprodurli graficamente e organizzarli nello spazio, il sistema del calcolo con l’utilizzazione di procedure per eseguire le operazioni matematiche, e la risoluzione dei problemi aritmetici.

La chiave di lettura da parte dello psicologo

I DSA hanno una chiave di lettura psicologica quando sono correlati a un disturbo da deficit di attenzione e iperattività; a un disturbo oppositivo-provocatorio, che favorisce il disadattamento scolastico e talvolta può essere secondario alle esperienze frustranti vissute dai bambini a causa di insuccessi scolastici; a disturbi della condotta e inerenti l’area della devianza sociale, eventualmente associati ad abuso di sostanze e comportamenti delinquenziali spesso in rapporto con situazioni difficili sul piano familiare e sociale; a disturbi d’ansia e attacchi di panico.

Gli esami da effettuare da parte dello psicologo per la diagnosi del Disturbo specifico di apprendimento sono la valutazione dell’intelligenza generale con l’uso di almeno un test psicometrico: WPPSI, WISC R, WAIS R, Scala Stanford Binet, Culture Free Cattell test. È inoltre importante che lo psicologo faccia una valutazione dell’organizzazione emotivo-relazionale del bambino, attraverso l’osservazione del comportamento e dei colloqui con il bambino stesso e i famigliari, e con l’uso di tecniche proiettive come il test carta-matita, le favole di Duss, le storie di Thomas, i test di Rosensweig, i Sceno-test, Sacks; CAT e TAT; Rorschach, le Scale di valutazione per disturbi psicopatologici specifici.

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I DSA possono derivare anche da altri fattori non psicologici

Bisogna porre l’attenzione sul fatto che Disturbi specifici dell’apprendimento possono insorgere in bambini affetti da altri problematiche che non siano necessariamente di natura psicologica, come quelle funzionali dei canali visivo ed uditivo. In parole semplici, un bambino con deficit non corretti di vista o di udito può manifestare segni riconducibili a quelli dei Disturbi specifici dell’apprendimento.

Diventano in questi casi, o se vi siano dubbi sulla natura dei DSA del soggetto preso in esame, necessarie delle indagini neurodiagnostiche mirate; un esame neurologico; una valutazione pediatrica mirata per possibili disturbi somatici significativi che possano influenzare l’adattamento e apprendimento scolastico (anemia, diabete, grave asma, gravi anomalie della condotta alimentare); una visita oculistica per l’esame dell’acuità visiva o di eventuali disturbi della coordinazione binoculare; una visita otorinolaringoiatrica per esame dell’udito, per il rilievo di eventuale ipertrofia adenotonsillare associata a stato infettivo cronico o disturbo respiratorio con conseguente disturbo del sonno, otiti medie croniche.

La riabilitazione dei DSA

Il programma di riabilitazione si compone dal trattamento e dall’abilitazione.

Il trattamento ha lo scopo di aumentare l’efficienza del processo di lettura e scrittura, l’abilitazione è l’insieme degli aiuti che permettono l’utilizzazione del livello di funzionamento attuale. In generale, l’intervento riabilitativo deve essere condotto quanto più precocemente possibile da operatori specializzati durante la frequenza della scuola elementare, ma anche nella scuola media, considerando che in un certo numero di casi la diagnosi viene fatta tardivamente. È utile che vengano fatte verifiche periodiche semestrali degli obiettivi del programma di riabilitazione da parte dello psicologo.

I disturbi non specifici di apprendimento (DNSA)

È in questa sede utile e a conclusione di quest’approfondimento, segnalare che si definiscono come Disturbi non specifici di apprendimento (DNSA) le disabilità ad acquisire nuove conoscenze e competenze nel caso però non si limitino alle materie scolastiche, ma si estendano ad altri settori. Cause del DNSA possono essere il ritardo mentale, il disturbo cognitivo borderline, l’autismo, i disturbi d’ansia, alcuni quadri distimici.

Dott.ssa Cinzia Gallone

Psicologo-Pscoterapeuta

Esperta in Disturbi specifici dell’apprendimento

Emozioni nei bambini con disturbi specifici dell’apprendimento

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Come ho già evidenziato nel mio precedente articolo, i disturbi dell’apprendimento sono deficit che coinvolgono uno specifico dominio di abilità, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.
Sono disturbi cronici la cui espressione varia in relazione all’età e alle richieste ambientali.
I citerei per la classificazioni dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) sono definiti dall’ ICD-10 (F81 Disturbi evolutivi specifici delle abilità scolastiche) e
dal DSM IV TR (315 Disturbi dell’apprendimento).
Sulla base della funzione deficitaria vengono comunemente distinte le seguenti condizioni cliniche:
dislessia, cioè disturbo nella lettura (intesa come abilità di decodifica del testo);
disortografia, cioè disturbo nella scrittura (intesa come abilità di codifica fonografica e competenza ortografica);
disgrafia, cioè disturbo nella grafia (intesa come abilità grafo-motoria);
discalculia, cioè disturbo nelle abilità di numero e di calcolo (intese come capacità di comprendere e operare con i numeri).
I bambini che manifestano una o più di queste condizioni possono esperire vergogna, frustrazione, rabbia, ansia generalizzata, fobia scolastica.
Tali vissuti si intensificano nelle situazioni in cui i piccoli non riescono ad essere accolti e compresi dagli adulti di riferimento.
I bambini con disturbo specifico dell’apprendimento, rispetto ai loro compagni senza particolari difficoltà, hanno un concetto di sé più negativo (Tabassam e Grainger 2002), si sentono meno supportati emotivamente, provano più ansia e hanno poca autostima (Hall, Spruill e Webster 2002), tendono a sentirsi meno responsabili del proprio apprendimento (Anderson-Inman 1999) e a persistere poco, ovvero ad abbandonare il compito alle prime difficoltà (Bouffard e Couture 2003).
La demotivazione e il disinvestimento per i doveri scolastici si potenziano reciprocamente e possono influenzare molto negativamente decisioni e scelte riguardanti i loro futuro scolastico, professionale e relazionale. Sembrano essere maggiormente a rischio di sviluppare altri disturbi psicopatologici in comorbilità, come ansia e depressione (Hinshaw, 1992; Kavale & Forness, 1996), demoralizzazione,somatizzazioni, difficoltà relazionali, tratti aggressivi, isolamento sociale e oppositività (Gagliano 2008).

Alla luce dei dati riportati, È fondamentale cercare e promuovere nel bambino e nel suo ambiente azioni di protezione da forme di disadattamento e conoscere ed identificare i fattori di rischio e di protezione per permettere alla scuola, agli insegnanti, ai genitori e ai clinici di delineare le priorità di intervento per contenere e il ridurre la sofferenza. Ad esempio con i bambini con DSA, che provano quotidianamente emozioni negative , un programma di educazione emotiva potrebbe essere un importante ausilio per imparare ad affrontare costruttivamente le difficoltà che incontra nella vita di ogni giorno.
Alla luce di quanto emerso è fondamentale cercare e promuovere nel bambino e nel suo ambiente azioni di protezione da forme di disadattamento e conoscere ed identificare i fattori di rischio e di protezione per permettere alla scuola, agli insegnanti, ai genitori e ai clinici di delineare le priorità di intervento per contenere e il ridurre la sofferenza.
Il primo passo è di certo effettuare una diagnosi accurata e tempestiva e eventualmente definire un progetto di riabilitazione che coinvolga e sensibilizzi genitori, Insegnati e clinici.
Per comprendere in modo più approfondito quanto affermo vorrei suggerire la visione del film “Le stelle sulla terra”,  film indiano di Amir Khan. Si tratta della storia di un bambino sensibile e curioso che purtroppo non viene compreso e accolto nelle sue relazioni significative e continua a ricevere solo punizioni e rimproveri.

Dott.ssa Cinzia Gallone