L’autolesionismo o il desiderio di farsi del male

L’autolesionismo è un modo “malato” – l’unico che la persona trova – di affrontare i problemi; tramite ferite autoinferte, il soggetto tenta di esprimere i sentimenti che non è in grado di spiegare a parole e di liberare il dolore emotivo. Tuttavia, per la persona che pratica l’autolesionismo, i sentimenti dolorosi tornano sempre, e si sente la necessità di farsi nuovamente del male, per questo è necessario trovare altri modi per sentirsi meglio e non ferire se stessi.

Si tratta di un comportamento, una valvola di sfogo, per esprimersi e sentirsi meglio, dove le lesioni personali sono l’unico modo di far fronte a sentimenti come la tristezza, l’odio, la colpa o l’ira. Indubbiamente questo sollievo non dura a lungo. Il segreto e la colpa generate dall’autolesionismo, inoltre, influiscono in modo negativo anche sulle relazioni familiari e personali.

L’autolesionismo e le sue diverse forme
L’impulso di farsi del male intenzionalmente può essere portato a termine in diversi modi, alcuni dei più comuni sono bruciare o graffiare la pelle, darsi colpi in testa o in qualsiasi parte del corpo, perforarsi o attaccare oggetti sulla pelle, evitare che le ferite guariscano, ingerire sostanze tossiche o altri oggetti, e in maniera meno ovvia, la persona può mettersi in pericolo bevendo in eccesso, guidando in modo imprudente o prendendo un qualsiasi tipo di farmaco senza precauzione.
Quali sono i segnali dell’autolesionismo
I segnali di avviso che un familiare o un amico pratica l’autolesionismo possono essere i seguenti:

Ferite inspiegabili, lividi o bruciature (in generale sui polsi, il petto, le braccia e cosce), macchie di sangue sui vestiti o sul letto, trovare tra i suoi oggetti personali spille da balia, aghi, pezzi di vetro e oggetti appuntiti o taglienti, soffrire di incidenti frequenti, usare spesso la scusa di essere sbadati o distratti, usare camicie a manica lunga o pantaloni lunghi anche se fa caldo.

In genere si tratta di persone a cui piace trascorrere molto tempo sole chiuse in bagno o nella propria camera, e persone che soffrono di isolamento e irritabilità.

Come agire davanti a delle ferite auto-inflitte
-Il primo passo da fare davanti alle ferite auto-inflitte è fidarsi di qualcuno e parlare di ciò che sta succedendo. All’inizio si può provare timore nel parlarne, ma sarà un grande sollievo condividere con qualcuno quello che sta succedendo. Per questo motivo, per parlare di autolesionismo, le persone dovrebbero concentrarsi sui loro sentimenti e comunicare nel modo che le faccia sentire più a proprio agio.

-Il secondo passo è cercare un aiuto professionale e abbandonare il comportamento autolesionista. Con l’aiuto di un terapeuta, la persona potrà capire perché si fa del male. Per questo motivo, è molto importante saper riconoscere i fattori scatenanti delle autolesioni e, per riuscirci, si dovrà lavorare sulla propria coscienza emotiva.

-Il terzo passo è trovare nuove tecniche per affrontare i problemi, per esempio, esprimere il dolore e le emozioni intense, calmarsi, imparare a distaccarsi e soprattutto trovare delle strategie che aiutino a liberare le tensione.

Trattamento professionale
Trovare il giusto terapeuta può richiedere del tempo, ma è molto importante che questi venga scelto dalla persona interessata, che abbia esperienza nel trattamento dei traumi e delle lesioni auto-inflitte e, soprattutto, che si instauri fiducia e cordialità tra paziente e terapeuta.

Tratto dal blog “La mente è meravigliosa”. Clicca qui per andare sul sito. 

Cosa è la depressione e come si manifesta

Il disturbo che comunemente viene chiamato depressione è scientificamente detto depressione maggiore.

In uno quadro sintetico la depressione si caratterizza da:

• un senso di fatica e da una sensazione di non farcela nelle attività quotidiane,

• la difficoltà a prestare attenzione, a concentrarsi e a prendere decisioni,

• sonnolenza e aumento della durata del sonno,

• risvegli notturni angosciosi, con difficoltà a riprendere sonno,

• inappetenza o all’opposto, ma in rari casi, l’aumento dell’assunzione di cibo,

• umore depresso o tristezza per la maggior parte del giorno,

• facile irritabilità,

• ridotta capacità di trarre piacere dalle attività che in passato davano gioia e soddisfazione,

• ridotto desiderio sessuale.,

• sensi di colpa, autocritica, autosvalutazione e sensazione di essere un fallito,

• voglia frequente di piangere,

• pensieri fortemente negativi e idee di morte.

Una persona affetta da depressione maggiore non deve necessariamente evidenziare tutti questi sintomi, ma può essere colpita da alcuni di essi, con prevalenza al mattino e un miglioramento dell’umore nel corso della giornata, pur essendoci delle eccezioni a questa regola.

Il livello di gravità della depressione è variabile da soggetto a soggetto e può variare di intensità nel corso della vita di una persona che ne è soggetta, anche a causa dell’insorgere di fattori esterni scatenanti. Nelle forme più gravi, il depresso non riesce a lavorare o ad avere una normale vita di relazione. Il depresso tendenzialmente è una persona triste, spesso ansiosa e angosciata, con un marcato senso di colpa, con un scarso interesse verso attività sociali e poca speranza nel domani, evita gli altri, passa sempre più tempo in casa, spesso non ha voglia di alzarsi dal letto, fino ad arrivare a pensare sempre più spesso al suicidio

È importante evidenziare come la depressione sia uno dei disturbi psicologici più diffusi e che possa colpire chiunque, indipendentemente dal sesso, dall’età, dal livello culturale e dallo status economico.

 

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Come vi vedono gli altri e come vedete voi stessi

“Come vi vedono gli altri e come vedete voi stessi” è un articolo uscito sul sito “La mente è meravigliosa”, che trovo abbia interessanti spunti di riflessione sulla percezione che abbiamo di noi stessi e che oggi vi propongo in lettura.
Vi vedete come siete in realtà oppure come gli altri vogliono che siate? Può sembrare una domanda di scarsa importanza, ma risulta adatta a riflettere su questo tema.

Una volta che cominciamo a pensarci, ci rendiamo conto che forse le altre persone non ci vedono nello stesso modo in cui ci vediamo noi. Per esempio, il modo in cui vi comportate o quello che dimostrate agli altri farà sì che si creino un’immagine di voi che magari non condividete.
Tutto ciò può contribuire in modo positivo o negativo. Ad esempio, immaginate quando vi vedete con qualche chilo in più, mentre molti vi dicono che siete in forma. È un semplice esempio che dimostra come la vostra prospettiva non sia la stessa degli altri e questo influisce su molti aspetti.

Molti di noi sono pieni di complessi che ci impediscono di godere di noi stessi. Tutto per il fatto che presentiamo alle persone un’immagine di facciata.

Pensiamo continuamente a quale immagine dare agli altri, come ci vedranno… Ciò che non sappiamo è che molte volte non veniamo considerati come noi pensiamo o desideriamo.

Sapete cosa sarebbe positivo? Iniziare ad interagire con le persone che ci circondano, domandando direttamente a loro come ci vedono. Questo ci può aiutare a comprendere che il nostro punto di vista non è unico, qualcosa che non si può ottenere neanche cercando di osservarci dall’esterno.
Comportandovi in tal modo, scoprirete sicuramente cose nuove sul vostro conto. Tutto ciò che gli altri diranno vi aiuterà a formarvi un’immagine reale di ciò che esternate. Che cosa vi si rivelerà?
A volte ci lasciamo influenzare troppo da quello che crediamo ci si aspetti da noi. Come ci vogliono gli altri? Questo può formare un’immagine estranea a quella con cui ci sentiamo identificati.

In certe occasioni, se stiamo con persone manipolatrici o aggressive che ci sottomettono, possiamo finire per trasmettere un’immagine che non corrisponde per nulla a come siamo in realtà. Perché il nostro orgoglio viene messo da parte? Se state vivendo come gli altri vogliono che siate, non permettetelo.
Il modo in cui vi vedete influirà sulla visione degli altri. Se avete dei complessi, si manifesteranno e la gente lo saprà, li noterà.

Qualsiasi cosa – voler essere chi non si è, cercare di piacere a tutti, essere se stessi, non lasciarsi condizionare da nulla, avere personalità – tutto quanto viene percepito! Cosa bisogna tenere in considerazione quando riflettete riguardo al modo in cui vi vedete? Esistono due fattori molto importanti:

Ciò che pensate di voi diventa realtà, che lo vogliate o no. Tutto ciò che vi passa per la mente in qualche modo si manifesterà, di conseguenza pensate con positività e lasciate da parte il negativo. Pensare positivo nei confronti di voi stessi vi risulterà estremamente benefico.
La bellezza si crea dentro di voi: tutto il bene, tutto il positivo, deve venire fuori da voi, da nessun altro. Perché celare come siamo? Manifestate il vostro vero Io, anche se a volte vogliamo essere ciò che non siamo. Accettatevi, accettate quella bellezza ed esternatela.
Una cosa importante da tenere in considerazione è il modo in cui trattate gli altri. Tutto, assolutamente tutto, parlerà di voi, darà informazioni sulla vostra persona.

Trattare bene le altre persone, essere rispettosi, farà sì che vi si veda con occhio positivo. È normale che arrivi una brutta giornata, siamo umani! Tuttavia, come trattiamo gli altri, così ci vedranno.
La vostra non è l’unica prospettiva e non consideriamo le cose che vediamo come sono, ma piuttosto come siamo. Se siamo negativi, vedremo tutto negativo e così ci vedranno gli altri: come persone negative.

Fate il tentativo di chiedere ad altre persone come vi vedono! Potete condividere con noi ciò che scoprirete. Questo piccolo esercizio, che non costa nulla, vi aiuterà ad aprire gli occhi e a vedervi da prospettive diverse dalla vostra. Che cosa avete imparato su di voi adesso? Rendetevi conto che il vostro punto di vista non è l’unico vero e reale.

 

Articolo tratta da “La mente è meravigliosa”. Clicca qui per andare sul sito.